Monastero delle Clarisse "S. Antonio e B. Elena"

Presso il Santuario "S. Antonio al Noce" - Santuari Antoniani Camposampiero (PD) - Italia

Novità editoriale del m° Durighello e delle Sorelle Clarisse

"Come quando copriamo col cemento un corso d’acqua e la sua forza trova lo sboc­co per uscire verso la foce, così è cantare, per la sua originaria e universale bellez­za. Una bellezza intrinseca che genera, alimenta e accoglie tutta la nostra vita. E quando Cristo, l’eterna bellezza, ci vie­ne incontro, il canto trova nella dimensio­ne rituale la forma e lo spazio che gli dà senso. Un senso che la stessa liturgia darà alla vita, perché verrà trasformata, trasfi­gurata, redenta dall’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo."

Nel piccolo volume “Cantare”, edito da Cittadella editrice di Assisi, della collana “Riti del vivere” (direttori Giulio Osto e Barbara Marchica), è raccontata a quattro mani l’esperienza umana e rituale del canto. Uno sguardo spirituale e biblico di fondo unisce i due autori: il m° Gianmartino Durighello, compositore bellunese e insegnante di conservatorio e istituti di musica sacra, e sr. Maria Francesca Pillon, clarissa del nostro monastero al Noce di Camposampiero, attiva nel servizio liturgico-musicale presso la comunità.Nel piccolo volume “Cantare”, edito da Cittadella editrice di Assisi, della collana “Riti del vivere” (direttori Giulio Osto e Barbara Marchica), è raccontata a quattro mani l’esperienza umana e rituale del canto. Uno sguardo spirituale e biblico di fondo unisce i due autori: il m° Gianmartino Durighello, compositore bellunese e insegnante di conservatorio e istituti di musica sacra, e sr. Maria Francesca Pillon, clarissa del nostro monastero al Noce di Camposampiero, attiva nel servizio liturgico-musicale presso la comunità.

La prima parte punta lo sguardo sul canto come esperienza costitutiva dell’uomo: dalla nascita - come affermazione e richiesta di una presenza - all’esperienza interiore di ricerca; dall’evoluzione naturale del suono nella vita di ciascuno all’espressione fortemente simbolica come bellezza; dalla relazione con gli altri in comunione alla relazione unificante con Cristo.

Con la seconda parte si entra nella dimensione rituale, perché la liturgia è essa stessa canto. Perciò ecco le domande: perché cantare? Chi canta? Cosa cantare? E quando? Un percorso ricco di immagini e provocazioni che sboccia gioioso nel canto nuovo dei redenti.

La presente pubblicazione non è una guida né un manuale tecnico per i soli “addetti ai lavori”, (animatori del canto, coristi, direttori, musicisti...) i quali tuttavia potranno attingere approfondimenti dal punto di vista spirituale e teologico. Rivolto a tutti, anche a chi cantare proprio non piace, il testo cerca in modo divulgativo, serio e insieme appassionato di trasmettere la forza, l’amore, la bellezza di cantare, e di cantare per, con, in Gesù Cristo insieme ai fratelli.

Ora l’Amato mio prende a dirmi:

«Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!

Perché, ecco, l’inverno è passato,

è cessata la pioggia, se n’è andata;

i fiori sono apparsi nei campi,

il tempo del canto è tornato».

(Cantico dei Cantici 2,10-12)   

        

Sorelle Clarisse di Camposampiero